SIVIGLIA: cosa vedere in 2/3 giorni nella città perfetta per i bambini

 

 

 

 

 

 

Abbiamo trovato Siviglia fantastica: detiene un patrimonio culturale di grande valore fatto di chiese imponenti, edifici maestosi e palazzi in stile arabo, ma è anche una città solare e divertente soprattutto per i bambini, grazie alle carrozze coi cavalli che circolano nelle vie e nelle piazze, alle numerose aree verdi e al flamenco che affascina grandi e piccini! Quindi meta super adatta a chi viaggia in famiglia e, dato il suo buon clima, potrebbe essere considerata la giusta città anche per un viaggio invernale!

(English Version)

 

Siviglia è una città in piano, che si gira davvero tranquillamente in lungo e in largo e a cui vanno dedicati almeno 3 giorni per potersela vivere con un pò di calma. Noi avevamo solo due giorni e mezzo a disposizione, ma ce l’abbiamo fatta lo stesso, considerando che abbiamo portato il passeggino per la bambina: ogni qualvolta necessitava, lei si poteva coricare e fare un sonnellino, mentre noi continuavamo il giro, tutto rigorosamente a piedi! (Giada aveva allora 5 anni).

 

 

 

 

FORSE TI PUO’ INTERESSARE IL NOSTRO VIAGGIO COMPLETO TRA GRANADA E SIVIGLIA: COME CI SIAMO ORGANIZZATI, IN QUALI HOTEL ABBIAMO ALLOGGIATO E ALTRE INFO UTILI SU ENTRAMBE LE CITTA’.

 

 

 

 

ECCO COSA ABBIAMO VISITATO IN 2/3 GIORNI

 

Siviglia è divisa in barrios, ossia quartieri, zone in cui si trova la maggior parte delle attrazioni turistiche.

  • Nel Barrio de Santa Cruz,  cuore pittoresco della città, si trovano la Cattedrale con la Giralda, l’Alcazar, l’archivio delle Indie e la famosa Calle Sierpes, la via dello lo shopping, dei caffè e dei luoghi di ritrovo. Il Barrio de Santa Cruz ospita anche l’Hospital de Los Venerables Sacerdotes, la chiesetta bianca di Santa Maria la Blanca e la Casa de Pilatos.

 

  • Vicino al fiume Guadalquivir si fronteggiano i quartieri di Triana e El Arenal dove sono ubicati il palazzo delle belle arti (Palacio san Telmo), l’arena per le corride (Plaza de Toros de la Maestranza) e la Torre del Oro: proprio in questa zona attraccano barche che offrono giri panoramici e avere così la possibilità di guardare la città da un’altra prospettiva.

 

  • Nel Barrio della Macarena convivono antichi e tradizionali edifici, come  la Basilica della Macarena con il suo Arco, con strutture ultra moderne come il bellissimo Metropol Parasol in Plaza de la Encarnacion.

 

  • Nel grande polmone verde di Siviglia invece si trova il Parco di Maria Luisa che ospita la semicircolare e favolosa Plaza de Espana, de America e alcuni musei.

 

 

 

IL CENTRO STORICO

Siviglia è una città che ci è piaciuta da subito: molto diversa da Granada, più piccola e raccolta con le sue colline e i suoi posticini tipici. Siviglia invece è una grande città: nel centro storico c’è molto movimento anche nelle ora più tarde, tantissimi tavolini con un viavai continuo di persone che sorseggiano un caffè o mangiano tapas in un’atmosfera decisamente estiva, le carrozze con i cavalli e tante aree verdi.

Calle Sierpes: la via dello shopping

 

 

I giri in carrozza sono forse le attrattive che meglio permettono di avere uno sguardo generale sulla città stando seduti comodi, e in più allettano da morire i bambini:  la nostra non stava più nella pelle, già da quando li ha visti circolare in città per la prima volta. Devo ammettere che sono un pò caretti (50 euro a carrozza per 15 minuti di giro – prezzi 2012) ma come rinunciarci?

 

 

 

 

 

BARRIO DE SANTA CRUZ

Quartiere suggestivo chiuso tra l’Alcazar e la Cattedrale, era ghetto sotto gli arabi: qui, dopo la Reconquista del XIII secolo, si era formata una delle più grandi comunità ebraiche della Spagna. Parte del quartiere è caratterizzato da edifici di stile barocco.

 

Cattedrale “Santa Maria de la Sede” con la Giralda

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: una delle chiese più grandi al mondo accanto a San Pietro e alla londinese Saint Paul’s Cathedral. Essa prese il posto della moschea eretta dagli Almohadi alla fine del XII secolo, la cui presenza è oggi testimoniata dalla Giralda, il minareto trasformato in campanile, e dal Cortile delle Arance.

Esternamente la cattedrale ci è piaciuta tantissimo: un muro coronato di merli, molto raffinato, che ha colpito subito l’occhio; una chiesa con una pianta decisamente larga che ricorda ancora la vecchia moschea. Stupiti da tante bellezza, decidiamo di pagare l’ingresso per vedere la parte interna: purtroppo ci ha deluso tantissimo! Chi è stato al Duomo di Milano può dire di aver visto anche questa cattedrale. Esattamente come il Duomo, almeno secondo me: bellissimo fuori, è deludente al suo interno. Ricordo un’atmosfera piuttosto buia, composta da cinque navate in stile gotico e da due Cappelle, Mayor e Real. Nella prima si trova una pala d’altare in stile gotico, una delle più grandi al mondo, al cui centro si trova la famosa Virgin de la Sede, patrona della cattedrale, mentre la seconda è riservata alle funzioni e ospita le spoglie mortali di tre re di Castiglia. La cattedrale conserva importanti tesori artistici nelle cappelle laterali che si susseguono lungo le grandi navate e contiene il Monumento funerario di Cristoforo Colombo sorretto da quattro grandi figure allegoriche che rappresentano i regni di Aragona, Navarra, Castiglia e Leon.

 

 

 

 

Real Alcazar

Dopo avere conquistato Siviglia gli Arabi costruirono una fortificazione sui resti della fortezza romana. Quando nel XII secolo gli Almohadi presero il potere, essi ampliarono l’edificio che trovarono e lo stesso fecero i re spagnoli che qui risiedettero dopo la Reconquista.


Gioiello del complesso, interamente circondato da mura merlate, è il Real Alcazar, capolavoro dell’arte mudejar fatto erigere da Pedro el Cruel nel 1364 come “nido d’amore” per Maria de Padilla; il piano superiore è ancora oggi riservato ai sovrani spagnoli.


Il palazzo reca la firma di architetti moreschi provenienti da Toledo e Granada mandati a Siviglia da Maometto per ringraziare Pedro dell’aiuto fornitogli per assicurarsi il trono. Alleanze di questo tipo fra sovrani arabi e cristiani non erano infrequenti al tempo della Reconquista.

Sicuramente una visita a questo monumento non può assolutamente mancare, tieni conto almeno tre orette per visitare tutto, compresi i giardini, un’oasi verde all’interno del complesso: stagni e fontane, fiori, siepi, cespugli e alberi formano un parco in parte di ispirazione moresca, in parte rinascimentale, con panchine che invitano a una sosta. Inoltre un piccolo e graziosissimo labirinto.

Per orari, tariffe e visite guidate, visita il sito ufficiale (noi l’abbiamo visitato senza guida, vista anche la presenza della nostra bimba solitamente piuttosto irrequieta).

 

 

 

 

 

casa do Pilatos

La Casa do Pilatos fu costruita in onore dei duchi Medinaceli i quali hanno eretto con questa casa un monumento a se stessi. Il primo Marques di Tarifa fece costruire il palazzo all’inizio del XVI secolo, al ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta. A quanto pare il nome “Casa di Pilato” deriva dal fatto che il Marques volle che la sua residenza somigliasse al pretorio di Ponzio Pilato a Gerusalemme. Il nobiluomo passò in Italia sia all’andata che al ritorno e portò in patria colonne e fontane in marmo di Carrara.
La struttura è costituita da numerose ali, cortili interni e giardini. Il colonnato è decorato a stucco in filigrana, le pareti sono rivestite da azulejos in tutte le forme e i colori, e al centro una bella fontana.

Agli angoli del chiostro principale ci sono quattro grandi statue portate qui dall’Italia. La figura di Pallade Atena risale al V secolo a.C..

 

 

Salendo al piano superiore rimaniamo a bocca aperta per la meravigliosa scalinata credo in marmo, le pareti completamente piene di piastrelle colorate e dalle mille forme geometriche e, sopra le nostre teste, ci sovrasta una bellissima cupola lignea a cassettoni. Tali cupole e piastrelle le abbiamo incontrate sovente durante questo viaggio; sono tipiche dell’arte e dell’architettura islamica in Andalusia. Le sale superiori sono ricche come un museo di mobili, porcellane, arazzi e dipinti.


L’entrata in questo palazzo è a pagamento, 6/8 Euro (prezzi 2018) a seconda se si vuole visitare solo un piano o entrambi,  ma ne vale sicuramente la pena secondo noi, soprattutto se si è amanti dell’architettura araba. Per orari di apertura a maggiori info, ecco il sito!

 

 

 

 

 

BARRIO DI TRIANA E EL ARENAL

Sia il Barrio di Triana che dell’Arenal sono stati quartieri popolari abitati da marinai, operai portuali e ceti sociali economicamente svantaggiati, ma comunque ricchi di tradizione e cultura. Questa zona ci è sembrata molto bella e tranquilla con una deliziosa atmosfera andalusa. Forse, mi viene da pensare, è proprio la presenza del fiume Guadalquivir che lascia questo senso di rilassatezza e di pace che ci contagia, e che ci fa assaporare la nostra passeggiata: tentiamo di calarci nei panni dei pescatori e nella vita degli allora villaggi posti ai bordi dei fiumi; ci sembra di vivere in un’atmosfera del tutto antica e molto diversa dalla vita frenetica che caratterizza oggi le nostre città. Sarà che a questo particolare stato d’animo si aggiunge il fatto che siamo giunti qui all’ora del crepuscolo, momento in cui tutto per natura cade nel silenzio e nel riposo, e dove quindi ogni tipo di immedesimazione risulta più facile.

 

 

Proprio su queste magiche rive si staglia la Torre del Oro: si tratta di una torre dodecagonale eretta attorno al 1220 che formava l’estremità delle mura degli Almohadi. Il nome “torre dell’oro” deriva dal fatto che il capitello originale era rivestito di azulejos dorati. Nella torre è alloggiato il Museo di Storia Navale.

 

 

Giù al fiume, dove ai tempi d’oro di Siviglia erano ancorati i galeoni in partenza per l’America, oggi attraccano battelli che offrono giri panoramici, come quello che abbiamo fatto noi e che sicuramente consigliamo. In primo luogo perchè, se hai bambini, si possono sedere e rilassare un pochino, e poi perchè vivrai la Siviglia romantica, circondato da un’atmosfera calda e rilassante! Si possono vedere alcune attrazioni da un’altra prospettiva, fino ad arrivare al bellissimo ponte di Ferro di Isabel II; la zona più moderna suscita certamente meno interesse, ma nel frattempo ti puoi godere le brezza della serata!

 

 

 

Inoltre, fin dal passato, la vita sociale ruotava, oltre che intorno al lavoro portuale, anche alle manifestazioni religiose pubbliche e alla passione per la corride. Famosa per questo la Plaza de Toros de la Maestranza, una delle arene più antiche di Spagna che può ospitare fino a 14000 spettatori. Noi questa parte l’abbiamo saltata, o meglio, abbiamo visto l’edificio esternamente, ma ci siamo rifiutati di pagare l’entrata per una questione di etica nostra del tutto personale: siamo contrari a tutto ciò che qui viene esibito.

 

 

 

 

 

BARRIO DELLA MACARENA

E’ il quartiere più popolare ma anche meno turistico di Siviglia con vecchie case bianche, dai piccoli patios ad azulejos e viuzze contorte.

 

Questo barrio dà il nome alla Basilica della Macarena che invece ufficialmente è denominata “Basilica di Nostra Signora della Speranza”: è una moderna e luminosa cappella dove è venerata la Virgin de la Macarena, capolavoro di Pedro Roldan della metà del XVII secolo, vestita di preziosissimi manti. Alla destra di questa chiesa la Puerta de la Macarena, eretta nel 1713 e ornata di moderni azulejos.

 

 

 

 

Vicino a questo quartiere si trova la Alameda de Hercules, una piazza al cui centro ci sono le due colonne romane con le statue di Ercole e Cesare, quest’ultimo personaggio molto apprezzato a Siviglia perchè la città fu da lui rifondata e abbellita con numerosi monumenti.

Questa piazza, che oggi pullula di giovani e turisti, piena di bar e localini vari, un tempo era il parco pubblico più antico d’Europa, quando la maggior parte dei parchi era confinata entro le mura dei grandi palazzi nobiliari e in ogni caso chiusi al pubblico.
Oggi purtroppo i suoi viali alberati sono scomparsi:  troviamo solo pochi alberi e appunto le due colonne di cui parlavo prima provenienti da un antico tempio romano.

 

 

 

Metropole Parasol

Architettura modernissima e davvero molto particolare, l’ultima creazione d’arte a Siviglia che è stata terminata nel 2011. E’ una struttura in legno e materiali naturali, al momento la più estesa al mondo, opera dell’architetto tedesco Jurgen Meier; una specie di ombrello traforato che permette all’aria di fluire, donando una bella zona d’ombra a questa piazza, Plaza de la Encarnacion, che ospita alcuni resti archeologici nell’Antiquarium, sotto il Metropole, un mercatino di frutta e verdura e alcuni bar. Noi l’abbiamo trovata un’attrattiva favolosa che ci ha stupiti subito, un qualcosa di veramente unico e speciale nel suo genere. Puoi tranquillamente salirci sopra per ammirare la piazza dall’alto!

 

 

 

 

 

POLMONE VERDE DELLA CITTA’

Parco di Maria Luisa con Piazza di Spagna

 

Il parco di Maria Luisa è un’ottima zona per riposarsi in mezzo al verde e dove anche i bambini possono scorrazzare un pò o farsi una pausa merenda. Quest’ampio parco di Siviglia, intitolato alla duchessa di Montpensier che nel 1893 lasciò l’area in eredità alla città, invita a lunghissime passeggiate a piedi o in bici. E’ stato sistemato dal francese Forestier con piante rare (cedri, magnolie, platani), aranci e mandarini, fontane e monumenti.

Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 22 con ingresso gratuito.

 

Al suo centro la splendida e particolarissima Plaza de Espana, altra meta immancabile di Siviglia, coloratissima e ornata come mai ho visto in una piazza. E’ di forma semicircolare e fu progettata dell’architetto Anibal Gonzalez: i materiali usati, mattoni, maioliche e ringhiere in ceramica sul canale appositamente costruito, richiamano la tradizione architettonica moresco-andaluso.

 

 

 

Sul basamento della costruzione ciascuna delle 52 provincie spagnole ha rappresentato una scena della propria storia su piastrelle azulejos. Molti padiglioni dell’Esposizione Iberoamericana del 1929 ornano il parco.

 

Piazza di Spagna e il Parco di Maria Luisa distano circa 1.5 km dal centro storico e sono raggiungibili sia con metro che bus, oppure con una bella passeggiata come quella che abbiamo fatto noi e che ti mostro qui di seguito.

Siamo partiti da Puerta de Jerez e imboccando Avenida Roma si passa vicino all’Hotel Alfonso XIII, il migliore hotel di lusso della città, all’Università un tempo fabbrica di tabacco, al Palacio de San Telmo. Imboccando poi Avenida Maria Luisa, trovi il teatro Lope de Vega, un grande scrittore spagnolo. A quel punto avrai raggiunto il Parco.

Oltre a Piazza di Spagna, in questo parco trovi Plaza America, il Museo Archeologico (gratuito per gli europei) e il Museo di Arti e Costumi Popolari.

 

 

 

 

 

ISLA MAGICA

foto dal web

Si trova appena fuori dalla città, a circa 5 km nell’Isola della Cartuja, la quale ospita l’omonimo monastero, alcuni padiglioni di Expo ’92 e vari edifici visitabili: siccome non ci siamo stati, ti lascio il link di approfondimento per questa zona.

Inoltre trovi questo parco divertimenti super adatto ai bimbi che però noi abbiamo deciso di non vedere perchè riteniamo che di divertimenti del genere ce ne siano un pò ovunque, anche sotto casa. Abbiamo preferito concentrarci a vivere di più la vera atmosfera di Siviglia alla ricerca di ciò che ancora non conoscevamo. Comunque se sei interessato ti lascio questo link: ISLA MAGICA

 

 

 

 

Il nostro Flamenco preferito a Siviglia- “La Carboneria”

Una cosa che ci è piaciuta tantissimo, e ha coinvolto parecchio anche Giada che di rappresentazioni così non ne aveva mai viste prima, è stata la serata dedicata la Flamenco che non può mancare durante un viaggio come questo.
Ci sono tantissimi locali che offrono spettacoli e sono tutti abbastanza cari (sui 25 euro a persona- prezzi 2012); a noi è stato suggerito questo locale molto carino e informale, “La Carboneria”, dove lo spettacolo è gratuito, la consumazione non obbligatoria, e ci si può fare un’idea generale di quest’arte. Forse non sarà tipico come El Tablao in Plaza Santa Cruz, ma si può assistere al Flamenco più vero e sentito ed è citato da tutte le guide turistiche. Huelva Ocho è un altro locale dove puoi assistere al Flamenco.

Essendo uno spettacolo totalmente gratuito, meglio presentarsi per tempo: noi siamo andati verso le 8.30 anche se gli spettacoli iniziano alle 22.

 

 

 

 

 

Il nostro ristorante preferito a Siviglia – La Sacristia 

[Calle Mateos Gago, in pieno centro]

Vorrei potertene indicare altri, ma la prima sera ci siamo finiti per caso, mentre per le sere successive non c’è più stato modo di cambiare: Giada si era fissata e voleva mangiare solo lì! In effetti abbiamo cenato con delle ottime tapas (quella preferita di Giada era la Tenera alla Cerveza) a prezzi davvero contenuti: se non ricordo male non più di 15 Euro in tre tutto compreso (prezzo 2012)! La qualità del cibo era ottima, e visto che Giada mangiava, perchè rischiare?

 

Questo tour fa parte di un viaggio in Andalusia in cui abbiamo visitato anche Granada: qui sotto trovi il relativo articolo.

 

GRANADA: itinerario a piedi per l’Albaicìn e visita al monastero della Cartuja

 

 

 

 

 

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IL SIGNIFICATO DEL VIAGGIO PER ME

In questi ultimi anni tengo fede ad una delle massime del Dalai Lama:” Almeno una volta all’anno vai in un posto dove non sei mai stato prima”.
Dopo anni di rinunce e di infelicità, ho deciso che la vita è troppo breve e troppo imprevedibile per continuare ad aspettare per fare quello che mi piace e che mi rende felice.

Ciò che rende felice me oggi è poter esplorare il mondo in cui vivo, fotografarlo nel suo complesso ma anche nei suoi dettagli, filmarlo per trattenere quelle emozioni sottili che altrimenti finirei per dimenticarmi, e alla fine condividere con te tutto ciò che ho visto e provato attraverso i miei articoli.

Viaggiare è per me Amore – Libertà – Gratitudine

 

 

 

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