SENTIERO DEL TRACCIOLINO: il tratto più suggestivo e il più divertente da fare coi bambini

 

 

 

 

Il sentiero del Tracciolino in Valchiavenna è un percorso davvero unico e straordinario in cui l’ingegno dell’uomo si fonde con la natura: si passa dal percorrere le vecchie rotaie del treno, ora in disuso, a fiancheggiare rocce maestose, con  la costante di una stupenda vista sul lago di Mezzola!

In diversi mi hanno chiesto informazioni al riguardo, quindi ora cercherò di darne il più possibile, in modo che ti possa avventurare in tutta sicurezza in questo percorso.

 

 

 

DOVE SI TROVA

Il sentiero del Tracciolino si trova in Valchiavenna, in provincia di Sondrio: da Lecco si prende la SS 36 fino a Colico, poi seguire per la Valtellina fino a Verceia, punto di partenza della gita. Volendo si può anche partire da Novate Mezzola, ma rispetto a Verceia il dislivello è maggiore, quindi se hai dei bambini penso sia meglio optare per partenza da Verceia.

 

 

 

IL PASS

Una volta raggiunta Verceia noi ci siamo recati al bar “Val di Ratt”, proprio sulla destra della strada che stavamo percorrendo, per acquistare il pass: 5 Euro a macchina (prezzi 2018) lasciando il numero di targa. Il pass serve per avere il permesso di percorrere con l’auto la strada Agro Silvo Pastorale che porta fino all’imbocco del sentiero.

Dunque dopo aver acquistato il pass, dal bar “Val di Ratt” riprendi la strada che stavi percorrendo prima e prosegui fino a superare il piccolo ponte; poi svolti a destra quando vedi l’indicazione “Val dei Ratti”. Da questo punto la strada procede per salite ripide e tornanti per almeno una quarantina di minuti. Se il periodo non è di alta stagione, puoi arrivare fino all’ultimo tornante e lasciare la macchina a bordo strada (non esistono parcheggi veri e propri), altrimenti la puoi lasciare uno o due tornanti più sotto.

L’alternativa al pass è fartela a piedi ma impiegherai un’ora abbondante lungo una strada davvero ripida: se hai bambini al seguito te lo sconsiglio! Corri il rischio che si stanchino troppo e che poi arrivati a metà Tracciolino non camminino più!

Il pass si può prendere anche in altri punti, in base alla tua comodità: Bar Micio (sempre lungo la strada), Bar “Pinki” e bar “Miki”.

 

 

 

 

IL PERCORSO

 

Per quanto riguarda la salita in auto lungo la Strada Agro Silvo Pastorale dovresti avere una macchina adeguata (non troppo bassa) perchè il primo tratto di strada è asfaltato, ma poi segue un bel pezzo di sterrato.

 

Il sentiero del Tracciolino che abbiamo deciso di percorrere con i bambini è solo una parte rispetto all’intero percorso lungo 23 km dove ultimamente ha luogo una gara di corsa a piedi: la Tracciolino Trails. Se si volesse percorrere tutto il tratto completo, arrivati al bivio per San Giorgio non si scende a sinistra, ma si prosegue dritti fino al Codera: il paesaggio però dicono che diventi, da questo punto in poi, terribilmente monotono!

 

Il tratto che ti descrivo qui è certamente più breve (circa 10 km), più divertente e più spettacolare: parte da Verceia, dal punto in cui abbiamo lasciato l’auto vicino al sentiero, fino ad arrivare al Borgo di San Giorgio.

Fino al bivio di San Giorgio il percorso si presenta completamente pianeggiante: per un tratto corre sui vecchi binari del treno e dentro buie gallerie, mentre per un tratto a ridosso di rocce maestose e molto particolari, e a fianco di incredibili paesaggi.  L’unico punto se vogliamo più duro per i bambini è proprio la discesa sulla sinistra verso il borgo: è abbastanza ripida e dura circa 20-30 minuti, dipende dal bimbo! Ovviamente questa discesa si trasformerà in salita al ritorno per circa un’oretta, se si considerano le varie soste qualora i bambini dovessero averne bisogno.

 

 

 

 

 

COSA DEVI SAPERE

 

  • Lungo questo tratto del Tracciolino oltre a divertirsi percorrendo le rotaie del treno, i bambini potranno fingere di essere speleologi. Ebbene sì, ci saranno dei tratti da percorrere all’interno di gallerie: l’illuminazione è sufficiente e abbastanza buona, ma a volte capita che non funzioni molto bene o che non funzioni per niente, quindi il mio consiglio è quello di portarsi sempre una piccola torcia in modo da non farsi cogliere impreparati. Generalmente i tratti in galleria non sono lunghissimi, ma la prima galleria che si incontra è bella tosta: 340 metri da percorrere completamente al buio non è cosa da poco, quindi torcia alla mano! Non serve chissà quale attrezzatura: a noi sono bastate un paio di torce medio-piccole comprate alla Decathlon per circa 9 Euro l’una, pile incluse. Tanti usano i cellulari che vanno benissimo, ma poi occhio che dovresti avere un ricarica batteria portatile per ricaricarli! Qualcuno che soffre di claustrofobia, mi ha chiesto che tipo di gallerie sono: assolutamente non sono strette e anguste da far mancare l’aria, non altissime (qualche uomo o donna piuttosto alta si deve abbassare un pochino ma nulla di chè), e sono tutte abbastanza brevi, tranne la prima.

 

  • Meglio indossare un abbigliamento da trekking adeguato, magari a cipolla. Noi siamo andati ai primi di ottobre durante una giornata di bel tempo: all’aperto quando il sole non c’era ancora, faceva piuttosto freddo e umido, col sole si moriva, mentre nella gallerie umido e freddo. Inoltre se ha piovuto il giorno prima, come nel nostro caso, potresti trovare fanghiglia lungo il percorso, ma soprattutto all’interno delle gallerie insieme alle pozzanghere d’acqua, ecco perchè consiglio anche un paio di scarpe comode e possibilmente adatta ai terreni di montagna.

 

  • Quando arrivi al borgo di San Giorgio, oltre ad una chiesetta e qualche casa, non troverai nulla di nulla da mangiare: ti dovrai attrezzare per portare il pranzo al sacco. Ciò che non manca è sicuramente acqua fresca della fonte a volontà! Durante il percorso invece di acqua non ce n’è, quindi dovrai avere qualche scorta.

 

  • Quanto dura il percorso? Che età avevano i nostri bimbi all’epoca di questa gita?  Il percorso scelto da noi da Verceia a San Giorgio e ritorno, andando a ritroso sul sentiero del mattino, è durato circa 6 ore scarse in tutto ed è completamente in sicurezza, a parte un brevissimo tratto ma non è niente di preoccupante. Avevamo con noi tre bambini di 4, 8 e 11 anni: quello di quattro anni non aveva mai camminato così tanto, ma ce l’ha fatta! Ovviamente inutile dirti che qui il passeggino è impensabile portarlo; semmai potresti optare per il marsupio se il bimbo non pesa troppo.

 

 

 

 

QUANDO ANDARE

Quando si vuole, anche se i periodi più belli sono sicuramente l’autunno, stagione che abbiamo scelto noi, oppure la primavera dove vedrai tutta la fioritura. Per i bambini forse l’autunno rappresenta il periodo più divertente perchè possono raccogliere le castagne mentre camminano ( e ce ne sono davvero tante) dimenticandosi un pò del tragitto a piedi.

 

 

 

 

 

LA NOSTRA GITA

E ora ti racconto la nostra avventura: il primo tratto ha sùbito entusiasmato i bambini per la presenza dei binari del treno dove hanno giocato con gli scambi, sono saliti sui vecchi carrelli della miniera e hanno testato le piccole gallerie, prima di raggiungere quella che li ha fatti urlare dall’eccitazione: la più lunga e la più buia!

 

 

 

I bambini sono rimasti sconvolti dalla velocità e dall’agilità con cui le caprette si muovevano su sentieri ripidissimi, dove noi saremmo solo stati capaci di scivolare a rotoloni! Sarà che era l’inizio della giornata, ma erano davvero carichi e curiosi! Lungo tutto il percorso si ha una vista lago incredibile!

 

 

 

Ad un certo punto si lasciano i binari e il Tracciolino continua a ridosso di enormi rocce dalle fattezze davvero particolari. Qui almeno un quarto d’ora per le foto l’abbiamo perso, ma questo è anche il bello della passeggiata: abbiamo sempre trovato motivi per girarci ad ammirare qualcosa, per fotografare e per godere dei meravigliosi spettacoli naturali!

 

 

 

Quando si è nelle vicinanze del borgo di San Giorgio, si riesce ad intravederlo già dall’alto: piccolo e raccolto come in una bomboniera ma davvero suggestivo!

San Giorgio

 

 

 

San Giorgio è un piccolissimo borgo ben conservato, circondato da prati e rocce dove poter fare pic-nic e da casette in pietra. Ha una piccola chiesa, un antico lavatoio e pensa, persino un museo!

 

 

 

Anche il museo è piccino: si tratta di un museo etnografico su due piani di 20 mq ciascuno, che raccoglie molte fotografie sulla vita e sull’attività del paese, e presenta anche una mini riproduzione del borgo. Alcuni documenti rievocano la sua posizione strategica fondamentale per i passati scontri bellici. La mostra permanente consente al visitatore di scoprire le bellezze del paese.

 

 

 

 

Da San Giorgio partono diversi sentieri anche se noi abbiamo preferito goderci il sole, il cibo e il relax sui prati. Dopo pranzo siamo però andati a visitare la cava: appena dietro le rocce visibili del paese parte un piccolo sentiero che in circa 10 minuti porta proprio lì. Non che la cava sia qualcosa di speciale, ma il panorama sul lago che si presenta al di là di essa e quello intorno, con rocce a strapiombo, è imperdibile!

 

 

 

Per tornare verso l’auto ripercorri la discesa dell’inizio, che ora è salita, e ti riporti sul sentiero del Tracciolino. Da qui verso destra rifai esattamente la strada della mattina ammirando il sentiero da un’altra prospettiva con tramonti da fiaba. Volendo, una volta giunti alla macchina, se prosegui per circa 10 minuti ancora sulle rotaie, ti trovi alla bellissima diga di Moledana, che però noi non abbiamo visto!

 

 

 

 

 

 

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IL SIGNIFICATO DEL VIAGGIO PER ME

In questi ultimi anni tengo fede ad una delle massime del Dalai Lama:” Almeno una volta all’anno vai in un posto dove non sei mai stato prima”.
Dopo anni di rinunce e di infelicità, ho deciso che la vita è troppo breve e troppo imprevedibile per continuare ad aspettare per fare quello che mi piace e che mi rende felice.

Ciò che rende felice me oggi è poter esplorare il mondo in cui vivo, fotografarlo nel suo complesso ma anche nei suoi dettagli, filmarlo per trattenere quelle emozioni sottili che altrimenti finirei per dimenticarmi, e alla fine condividere con te tutto ciò che ho visto e provato attraverso i miei articoli.

Viaggiare è per me Amore – Libertà – Gratitudine

 

 

 

 

 

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